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Stiamo uscendo dall’epoca della cosiddetta postmodernità e ci troviamo di
fronte a una serie di rivoluzioni: da quelle tecnologiche, sociali, culturali fino
a quelle di natura politica, nonché più prettamente letteraria, dei mezzi
espressivi e dell’immaginario. Rispetto a queste mutazioni, l’‘illustrazione’
della realtà stessa è possibile solo attraverso un ripensamento delle forme
espressive del romanzo (della scrittura?) che faccia perno non sulla
riproduzione mimetica dei fatti del mondo ma sulla rielaborazione in senso
neofantastico di tutti i vari segmenti della cosiddetta letteratura di ‘genere’
(dalla fantascienza, al noir, al neo noir, ecc).
La complessità del mondo presenta una verità così avanzata rispetto alla
stessa metafora tecnologica, da risultare indefinibile. In tale ottica, appare
essere questa la via più indicata a comprendere le attuali metamorfosi che
avvolgono il reale: nel momento in cui il neofantastico si fa realtà, esso
funge da lente di ingrandimento e rifrazione degli avvenimenti del mondo.
Poiché se in apparenza li deforma, d’altra parte li mette a fuoco contribuendo
alla loro più vera e autentica percezione ed elaborazione.
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